- 24
- Feb
Folli e fortissimi Slipknot
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Immaginatevi nove ragazzi che salgono sul palcoscenico con il volto coperto da maschere grottesche e tute da carcerato numerate da 0 a 8. A livello d’immagine, gli Slipknot sono anche questo!
Nelle loro apparizioni ufficiali sarà impossibile scrutare i volti di questa nu metal band statunitense, che l’agosto scorso ci ha regalato il quarto capolavoro musicale: All Hope is Gone.
Molti maggot (scusate il tecnicismo, si tratta dei fan della band) non hanno accolto di buon grado la loro ultima fatica e, anche io, penso che il disco sia bello, ma non il migliore. Forse ciò che mi piace di più degli Slipknot è proprio il loro eclettismo, che gli permette di inventare uno stile sempre diverso, frutto dei vari vagabondaggi, che i mascherati si concedono in altre formazioni musicali.
Bando alle ciance e veniamo alle canzoni! A proposito dell’ultimo bambino degli Slipknot, la canzone che mi è piaciuta di più, è proprio All Hope is Gone, che chiude il disco ricongiungendolo, a livello stilistico, a Mate.Feed.Kill.Repeat., l’album d’esordio. Anche Dead Memories, nonostante sia un pezzo anomalo, esalta il lato più introspettivo degli Slipknot e ne conferma, al tempo stesso, la personalità. Per non parlare di Psychosocial, dove l’intro della batteria mi ha totalmente conquistato. Devo ammettere, che il mio animo di batterista metal si orienta più facilmente su pezzi storici della band come People=Shit o Left Behind, in cui il lavoro di batteria di Joey Jordison raggiunge livelli a dir poco eccelsi, ma anche la loro ultima fatica non è da sottovalutare: ascoltate e riascoltate l’album, c’è del buono nella valle senza speranza. Inoltre, gli Slipknot sono già in tour e venerdì prossimo saranno al Woodstock di Como. Io non so se riuscirò ad esserci, i miei impegni di atleta sono abbastanza serrati, ma spero che i maggot d’Italia accorrano numerosi a vedere questi grandiosi musicisti suonare live canzoni tratte da quel capolavoro che è Subliminal Verses! Rock is not death!


