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A proposito di Andrew e di quegli eccezionali, normali campioni dello sport
Quando lo sport è specchio della vita i campioni salgono in cattedra a raccontare della loro normalità. E’ quello che fa Andrew ogni giorno dalle pagine di questo blog, in un dialogo costante con altri giovani. Persone che parlano la stessa lingua, gioiscono per le stesse cose, si divertono alla stessa maniera. E che Andrew Howe appartenga alla classe dei campioni è elemnto distintivo ma non discriminante nei confronti di chi, dall’altra parte dello schermo, parla di sè e contemporaneamente fa il tifo per lui, accompagnandolo a distanza in un cammino fatto di lavoro quotidiano e costellato da salite e discese; com’è il cammino di tutti i campioni.
“Vorrei solo trovare le parole giuste per far comprendere agli altri, ai giovani come me soprattutto, profondamente, quanto sia bello E quanto riempia l’animo, impegnarsi ogni giorno per raggiungere il proprio obiettivo. Sì, non è facile, sì esistono gli imprevisti e le difficoltà ed io ne so qualcosa, ma come si dice, gli ostacoli sono fatti per essere superati. Giusto?” Lo dice Andrew, e chi segue il suo blog, sa bene che questo genere di dichiarazioni è frequente. Come fare appello alle “energie positive” che evoca probabilmente senza neppure accorgersi di essere proprio lui a trasferirle all’esterno. Veniamo al dunque.
Nei giorni scorsi si è svolto a Roma, all‘Università degli studi del Foro Italico, un workshop dagli esiti molto interessanti, titolo “Lavori in corsa”. Durante la giornata di studi è emerso che campioni come Andrew Howe, Valentina Vezzali (peraltro anche lei ha un blog nel circuito di Daringtodo.com), Simona Sensini, Federica Pellegrini, hanno un appeal sempre più forte agli occhi dei pubblicitari, che in loro vedono un esempio nel quale il pubblico riesce ad identificarsi meglio. In breve sono testimonial affidabili, e questo perchè, pur nella loro eccezionalità di sportivi, riescono a mantenere la piena normalità d’individui. Cosa che, come citato nel corso dello stesso lavoro, non capita col mondo del pallone. Il calcio rimane pur sempre lo sport più amato dagli italiani ed il più seguito, ma la stima della gente, quella va tutta per i ragazzi che sudano in silenzio e, nel caso di Andrew, in allegria.
la redazione di Daringtodo.com
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