Ho il sospetto che la storia della Lamborghiniterapia non se la sia bevuta nessuno…e vabbè, io ci ho provato…
mettendo da parte gli scherzi, le terapie, quelle vere, finalmente sono finite e come sapete ho ripreso il training…
adesso vi spiego brevemente come funziona: il piano degli allenamenti è diviso in 5 fasi, ognuna di queste dura sei settimane
e corrpisponde ad un gradino verso quella forma ottimale che mi permetterà, credo, di fare bene durante la prossima stagione …
al momento sono ancora la primo livello (attenzione non sono in un videogame) …
stao lavorando tra la palestra e il campo, corro sull’erba, provo varie distanze e con diverse intensità…
il piede deve funzionare nella maniera più normale possibile … anche se è un “sorvegliato speciale”, nel senso che i controlli medici mi dicono poi come reagisce alle sollecitazioni…
io sto bene e vivo questa ripresa con entusiasmo, è una parte importantissima di me che torna alla normalità…mica poco
Per preparare mente e corpo alla velocità, cosa c’è di meglio di una Lamborghini…
anche il mio amico Marco Coppo, proprietario della freccia gialla che vedete nella foto, è d’accordo
così durante lo scorso week end mi ha prestato il bolide per un giro…tanto per riconnettermi con la mia velocità…insomma, diciamo che l’ho fatto a scopo terapeutico (mi credete?)
e quando si parla di “speed” mamma coach è sempre pronta.
Eccola, (nella foto in basso) con la sua inseparabile borsetta firmata Nutella pronta a
lanciarsi alla velocità della luce (vabbè, si fa per dire…limiti stradali permettendo)
Volete conoscere il risultato?
L’allenameto di lunedì è stato grande,
e oggi tutto lascia pensare che sia pronto a fare sempre di più…
La notizia di quanto accaduto all’aeroporto di Pisa è giunta come una doccia fredda su una giornata che aveva tutte le carte in regola per essere postiva. Oggi il professorr Orava, arrivato dalla Finlandia, mi ha sottoposto ad una vista al centro del Coni per verificare l’andamento della mia guarigione e controllare accuratamente la zona è stato rimosso lo sperone osseo che mi ha provocato tanti fastidi. Dalla visita e dalle informazioni prese durante le prove di resistenza, ha accertato che il recupero sta andando molto bene. Mercoledì scorso ho anche cominciato a correre sull’erba, con mio fratello Jeremy, ogni passo è un passo avanti verso Barcellona (Europei 2010).
Il professore controlla
Col professor Orava
da sinistra: il dottor Fischetti (Fidal), il prof Tranquilli; io, il prof. Orava, coach Renè
la prova di resistenza con Nicola Silvaggi che mi segue da anni
Mentre io sto ancora facendo la terapia, mamma coach sta lavorando con il più recente membro del nostro piccolo gruppo. Si chiama Minas Alozides ed arriva da Cipro.
E’ un ostacolista sulla distanza dei 400 metri.
A Renè è stato chiesto di allenarlo dal suo manager e dalla federazione di Cipro che hanno osservato, e apprezzato, il miglioramento stagionale di Félix Sánchez. (Vi ricordate? E’ stato un bel po’ di tempo con noi prima dei Mondiali)
Così il coach di Minas ha contattato mia madre ed ecco il risultato…
Io darò una mano nella preparazione al lungo, aiutare nel lavoro mantiene la mia mente positiva, insomma, mi fa piacere